DIGITAL OVERLAOD ?

Londra colorata

DIIGITAL OVERLOAD

Digital overload: quando la quantità dell’informazione in arrivo supera le possibilità della percezione da parte dell’uomo.

I SEGNALI:
– la testa “annebbiata”, l’attività mentale caotica
– il peggioramento della memoria
– le frasi musicali o i brani dei testi che continuano a “suonare” nella testa
– il desiderio irrefrenabile di dire qualcosa (per liberarsi dell’eccesso dell’informazione)
– le voci nella testa, i fischi nelle orecchie (nei casi gravi)
– Nel fisico: si sente una tensione nelle mascelle o nella parte posteriore della testa. La nausea.

LE CAUSE:
L’internet o la TV ci permettono di scappare dalla ricerca di una soluzione dei problemi reali, compensando i vari stati d’insoddisfazione personale. Questa compensazione però, è solo apparente, ed è simile all’azione delle droghe.
A volte, per avere delle informazioni che servono,ci tocca sfogliare un grande numero dei siti, e, come risultato, la raccolta dei dati cresce ma questi non vengono assimilati. Un ricercatore americano, Daniel Borstin, fece notare (nel 1983) che “la nebbia dell’informazione sostituirà il sapere”.
L’uomo moderno si pone molti obiettivi, ma per realizzali, deve fare molte cose contemporaneamente; come risultato, consuma molta energia per saltare da un ‘obiettivo all’altro, invece di concentrarsi su uno di questi. I processi mentali diventano improduttivi. Quando una persona se ne accorge senza capire le cause del fenomeno, non cerca di ridurre inumerò degli obiettivi, bensì di accelerare il passaggio da uno all’altro. Alla fine ottiene soltanto un sovraccarico.
Il sovraccarico informazionale potrebbe avvenire anche a causa dell’imprevedibilità dell’informazione, quando questa non arriva come risposta ad una ricerca, ma essa stessa cerca e trova un utente. Nella maggioranza dei casi l’utente non è pronto ad assimilarla; anzi, quest’informazione apporta il caos nelle idee della persona. Proprio il caos e l’assenza di un concetto chiaro, di una struttura, genera il digital overload.
Un ‘altra causa di questo fenomeno è la stanchezza fisica in generale. Il prolungato stato di veglia influenza la capacità del cervello di prestare l’attenzione alle cose. Iniziamo a ricordare meno perché notiamo meno.

LE CONSEGUENZE:
– Lo stress, l’esaurimento nervoso, l’insonnia, l’eccitabilità, la stanchezza, l’ansia, il panico, la depressione, l’ira.
– Il sovraccarico dell’informazione in arrivo e l’assenza della possibilità di digerirla comporta l’incapacità di concentrarsi su quella fonte che serve.
– sorgono i problemi della memoria, le capacità cognitive peggiorano.
– diventa difficile analizzare o fare una scelta giusta.

L’ANTIDOTO:
– Cercate soltanto quella informazione che serve, senza tentare di conoscere tutto. Lasciate perdere la spazzatura digitale.
– Fate riposare il cervello. Non dormite con il computer o la TV accesi, perché la percezione dell’informazione continua.
– Fate chiarezza dentro di voi, cercate di capire le vostre motivazioni, per non compensare la vostra ansia con un flusso disordinato dell’informazione.
– Risolvete i problemi uno alla volta, senza cercare di parlare al telefono controllando nello stesso momento le mail in arrivo.
– Fate un piano per la giornata, individuando i compiti più importanti e quelli secondari. Finché non saremo capaci di organizzare il campo informazionale personale, rimarremo ostaggi del progresso tecnologico.

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